Storia della Torta al Testo Umbra

La Torta la Testo per noi Umbri è storia, cultura, tradizione è famiglia. All'interno del nostro territoria viene chiamata in vari modi a secondo delle zone: "Crescia nell'Eugubino", “Torta Sotto lu Focu” nell Ternano, ma il risultato e il piacere nel mangiarla è sempre lo stesso, la meraviglia delle cose semplici


Le Origini della Torta al Testo si Perdono nei Secoli

La Torta al Testo probabilmente affonda le sue radici nell'epoca romana. Si ritiene sia una diretta discendente della Focaccia Azzima (senza lievito) che i soldati romani cuocevano sulle pietre roventi. Inizialmente, infatti, era composta solo da farina, acqua e un pizzico di sale. Il segreto del suo nome sta tutto nello strumento di cottura, il Testo, un disco di circa 3 cm di spessore, originariamente realizzato in pietra refrattaria o terracotta (dal latino testum, il coperchio di terracotta sotto cui si cuocevano i cibi), oggi si usano dischi in ghisa o cemento refrattario, che vengono scaldati direttamente sulla fiamma del gas o tra le braci del camino. Storicamente la Torta al Testo era il "Pane dei Poveri", infatti nelle campagne umbre, i contadini, il pane lievitato lo facevano cuoceva nel forno a legna una volta a settimana, quando il pane finiva prima del tempo o non si voleva accendere il grande forno, si ricorreva alla Torta al Testo: veloce da preparare e cuocibile direttamente sul focolare domestico

Le Ricetta è Praticamente Rimasta Invariata nel Tempo

La ricetta della Torta al Testo è rimasta quasi invariata nei secoli, anche se oggi molti aggiungono un pizzico di bicarbonato o lievito istantaneo per renderla meno tenace, pochi ingredienti di qualità e un po di forza di gomito per impastarla: Farina di grano tenero, acqua, sale e talvolta un goccio d'Olio di Oliva Extra Vergine Umbro o Strutto di Suino. Una volta che il testo è rovente, si stende l'impasto e lo si buca con una forchetta per evitare che si gonfi troppo. Si capisce che è pronta quando inizia a cambiare colore e battendola con le nocche, emette un suono sordo, "di secco". A Perugia è tradizione mangiarla con il Coniglio all'Arrabiata che non vuol dire piccante ma indica il sistema di cottura, da noi sul Trasimeno e più tradizionale aperta con dentro la Salsiccia Umbra alla Brace e l'Erba Saltata, nelle zone dell'Assisano aperta con la Porchetta Umbra tiepida, comunque è buonissima con il Proschitto di Norcia I.G.P., con i Pecorini Umbri ed un profumo di Miele a piacere, io vado matto per la Torta tiepica con dentro la Nostra Coppa di Testa Soppressata, oppore la Torta riscaldata con dentro la nostra Pancetta del Trasimeno che si scioglie leggermente sprigionado sapori e profumi che non si posso descivere, bisogna solo assaggiarla