Sagrantino di Montefalco Passito Biologico DOCG Antonelli

Il Sagrantino di Montefalco Passito Biologico DOCG Antonelli non è solo un vino dolce è l'anima originaria dell'Umbria e di questo vitigno autoctono. Storicamente, infatti, il Sagrantino nasce proprio come vino passito, utilizzato dai Frati Francescani per i riti religiosi, da qui il nome "Sagrantino", legato al sacro, consumato dalle famiglie contadine durante le grandi feste religiose. Ecco perché questa versione è così speciale e diversa dai classici passiti "stucchevoli". La caratteristica distintiva del Sagrantino è la sua incredibile carica di tannini. Mentre molti vini dolci puntano solo sulla morbidezza, il Sagrantino Passito gioca su un contrasto affascinante: la dolcezza del residuo zuccherino "lotta" con la tipica astringenza del vitigno, creando un equilibrio unico e inimitabilmente eccezionale


Le Origini della Cantina Antonelli San Marco

La cantina Antonelli San Marco è uno dei pilastri storici di Montefalco, non è solo un’azienda vinicola, ma il racconto di come una famiglia abbia saputo trasformare un’antica tenuta in un modello di eleganza e sostenibilità nel cuore dell'Umbria. Tutto inizia alla fine dell'Ottocento. Nel 1881, l'avvocato Francesco Antonelli, originario di Spoleto, decise di acquistare la tenuta di San Marco. All'epoca, la proprietà era una "curtis" (una corte agricola) che apparteneva al patrimonio del Collegio Germanico Ungarico di Roma. Così Francesco Antonelli iniziò un’opera di profonda trasformazione e modernizzazione dei terreni, che allora erano gestiti secondo il sistema della mezzadria. Già all'epoca, la tenuta era nota per la qualità dei suoi prodotti, ma fu con le generazioni successive che la vocazione vitivinicola divenne centrale. Oggi la tenuta si estende su circa 190 ettari in un corpo unico, di cui circa 50 sono vitati. Dal 2009 l'azienda ha intrapreso la conversione al Biologico, ottenendo la certificazione definitiva con la vendemmia 2012. Questo approccio non è solo una scelta di mercato, ma riflette la volontà di preservare la biodiversità di un ecosistema che comprende anche boschi, oliveti e seminativi. Per minimizzare l'impatto visivo sul paesaggio umbro e sfruttare la termoregolazione naturale, la cantina di vinificazione è stata costruita sottoterra, permettendo di lavorare le uve "per gravità" senza l'uso di pompe che potrebbero stressare il prodotto

Le Caratteristiche e Note Organolettiche dell Sagrantino di Montefalco Passito Biologico DOCG Antonelli

Il Sagrantino di Montefalco Passito Biologico DOCG di Antonelli San Marco rappresenta la sintesi perfetta tra la storia di questa cantina e un approccio moderno e sostenibile. Dal 2009, infatti, l'azienda ha scelto di certificare l'intera produzione come biologica, un passo fondamentale per preservare l'integrità del terroir di Montefalco. L'appassimento richiede grappoli perfettamente integri. In regime biologico, la pianta sviluppa difese naturali che rendono la buccia, dove risiedono i tannini e i profumi, più resistente e ricca di sostanze estrattive. Senza l'uso di concimi invasivi, le radici scendono più in profondità nei suoli argillosi e calcarei della tenuta, portando nel vino una mineralità e una freschezza più marcate. Il disciplinare DOCG e lo stile Antonelli convergono in un vino di estrema precisione. Di colore Rosso rubino scurissimo, quasi impenetrabile, che con l'affinamento acquista sfumature granata profonde. A un bouquet complesso dove spiccano la confettura di frutti rossi, la prugna secca e la marasca. Emergono poi note terziarie eleganti come il cacao amaro, il tabacco dolce e una leggera speziatura di cannella. Al Palato, qui avviene la magia del Sagrantino, nonostante sia un vino dolce (circa 100-110 g/l di residuo zuccherino), non risulta mai stucchevole, la trama tannica è fitta e setosa, creando un contrasto netto che pulisce la bocca e invita a un nuovo sorso

Come Gustare Sagrantino di Montefalco Passito Biologico DOCG Antonelli

Rispetto alla versione secca, il Passito Bio di Antonelli ha una "morbidezza d'altri tempi". Se il Sagrantino secco può risultare talvolta austero nei primi anni di vita, la versione passita è più accogliente sin da subito, pur mantenendo una capacità di invecchiamento straordinaria (può riposare in cantina per decenni). Ideale per serate di meditazione, ma da affiancare anche crostate di frutta rossa, pasticceria secca. È uno dei rari vini dolci capaci di reggere il confronto con il cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao, oppure con formaggi stagionati o erborinati molto potenti come il Gorgonzola Piccante